lunedì 25 gennaio 2010

La chiesa rotonda di San Tomè




Questa piccola chiesa rotonda mi ha fatto innamorare appena l'ho vista. E' spersa fra i campi appena fuori Almenno San Bartolomeo ( Bg). Credo che sia stata la prima chiesa rotonda che abbia mai visto. Poi ho scoperto le altre.

La costruzione a fianco è quello che rimane del convento. Adesso c'è la sede di un centro studi sull'arte romanica.

Non c'è mai molta gente a visitare questo posto ed è meglio perchè così uno si può gustare appieno la bellezza dei capitelli scolpiti e quella del matroneo al quale si accede per una scaletta strettissima ricavata nello spessore delle pareti.

Solo pietra nuda e luce. Ho letto che le chiese medioevali erano costruite per ricevere la luce degli equinozi vestendo la chiesa di luce. Due brevi momenti nell'anno che dovevano riempire il cuore di sacro stupore


domenica 17 gennaio 2010

sito internet

Mi sono dimenticata di dire una cosa.
E' nato anche il sito www.incercadimisteri.com grazie ad un amico molto bravo.

Per chi ha voglia di farci un giro.
Ciao a tutti















Sono tornata

Eccomi, sono tornata dopo tutti questi mesi. Sono stata via. Ho visitato, mio malgrado, un luogo chiamato " Malattia". Non ne sono ancora uscita del tutto ma credo che la voglia di rimettermi a scrivere sia un buon segnale.
Mi sono chiusa in me stessa, un po' come gli animali che quando soffrono vanno a nascondersi da qualche parte, lontano da tutti. Ma la voglia di riprendere il cammino è tanta. Nei sogni ho ripreso a muovermi e a camminare. A volte vedo paesaggi verdeggianti e spesso sono vicino all'acqua. Simbolo di rinascita e di rinnovo.
Mi è tornata anche la voglia di leggere e così ho deciso di intraprendere lo studio di qualcosa di serio, qualcosa che raccogliesse i miei vari interessi del passato, simboli, antiche religioni, viaggi iniziatici. La scelta è caduta sui Tarocchi nella loro accezione più seria come percorso di iniziazione, di meditazione. Non a caso sono chiamati anche " La via reale". Un'altra strada da esplorare. Cose da conoscere e da riconoscere.
Se Notre Dame di Parigi si può leggere come un libro alchemico chissà quanti altri luoghi ci sono in cui ravvisare la " conoscenza".
Il Terzo Occhio mi ha preparato qualche foto da pubbicare. Ha scelto quelle fatte al Santuario di Grazie vicino Mantova.
Statue di cartapesta vecchie di secoli che celebrano la grazia ricevuta dai condannati a morte.
Migliaia di occhi, seni, mani di cartapesta disseminati su ogni superficie libera.
La sua storia dice che prima della chiesa, eretta in un'ansa del Mincio, c'era sono una grezza statua di legno protettrice dei pescatori. Mi piace pensare a qualche divinità lacustre traghettata dal neolitico al medioevo trasformata poi in una Madonna.
Entrando nella chiesa si cambia dimensione.
L'atmosfera è sonnolenta quasi cupa. Il cuore rallenta un poco i suoi battiti mentre si guardano le immagini di quegli uomini salvati da una morte atroce. Un coccodrillo impagliato è stato incatenato al soffitto secoli fa. E' una festa pagana, un quadro naif, come quelli che si usavao negli anni settanta. La devozione popolare che si esprime magari rozzamente ma che racchiude la forza della fede.
Fuori dalla chiesa l'aria è ferma come sospesa sopra l'acqua invasa dai fiori di loto, assassini bellissimi dell'ecosistema del fiume.
Vale la pena di andarci a Grazie, magari in autunno con le nebbie che si divorano i prati o in Agosto con il caldo soffocante che taglia il respiro in gola.
C'è magia a Grazie.

martedì 2 giugno 2009

BIENNO, UN LUOGO DA SCOPRIRE






















Il paese si trova in una valle all'inizio della Val Camonica. Si lascia il traffico della superstrada e poco dopo si arriva in paese. Lasciate la macchina in una delle strade laterali ancora pianeggianti. La parte vecchia è tutta un su e giù ma ne vale la pena. Ci sono palazzi signorili dalle corti ad arcate, case comuni di pietra con i balconi straripanti di fiori. Lo chiamano il " Paese dei magli" perchè l'attività principale era quella del fabbro.






Dopo aver girato per vicoli e viuzze facendosi catturare da quelle mura di pietra andate a vedere la fucina e il mulino ancora funzionante.






Il Terzo Occhio mi ha dato un bel po' di foto da allegare ance se è consapevole che nessuna foto può dare l'emozione del vedere dal vivo.

domenica 17 maggio 2009

IL NOSTRO PRIMO LIBRO


Ci sono delle mete che ci hanno più impressionato, lasciando un impronta profonda nella nostra immaginazione.

Posti in cui veramente si poteva sfiorare con la punta delle dita la storia passata. Si sentivano i muri racchiudere ondate d'emozioni pronte a liberarsi lambendo i piedi di chi passava e accettava di farsi bagnare da loro.

Li abbiamo scelti e raccolti in un libro, non la solita guida turistica ma qualcosa di diverso, inconsueto.

Tutte quelle emozioni, quelle vibrazioni le ho trasfomate in racconti gotici, di fantasmi, alcuni di paura, altri di mistero. Il Terzo Occhio ha fatto le foto necessarie, abbiamo mescolato con cura, arricchito con le indicazioni stradali, coperto con una bella foto di una strada d'inverno e cucinato il tutto con una casa editrice, la Zerounoundici Edizioni.

Qui di fianco la copertina.


P.S. Sto preparando il primo intinerario verso un luogo misterioso arricchito da foto bellissime. Fra pochi giorni lo pubblicherò

venerdì 15 maggio 2009

FOTOGRAFIE DI VIAGGI

Sono tornata al mio blog. E' stato un periodo intenso. E' uscito il mio primo libro e preparare anche solo una minicampagna pubblicitaria costa tempo e fatica. Ma di questo parleremo in seguito.
Oggi voglio caricare delle foto del mio compagno di scorribande il Terzo Occhio e magari commentarle.
Vorrei anche iniziare a dare qualche dritta per un viaggio nel tempo. Basta avere la capacità di perdersi nel paesaggio e saper vedere quello che di buono è rimasto fra nuove strutture e macchine che invadono la terra come un dannato branco d'insetti nocivi .
Allora miei amici godetevi le foto poi ci ritroveremo seduti in un prato o davanti al mare e parleremo di viaggi meravigliosi da fare, anche solo in un giorno.
Non sempre si può partire per mete esotiche ma si può evadere dalla monotonia di ogni giorno con un piccolo sforzo della mente.
Se avete perso la fantasia cercatela in qualche cassetto o nella soffitta fra le cose buttate.
Ne vale la pena.